Universo Futurista
L’estetica futurista muove i suoi passi da un nuovo modo di concepire la creazione artistica, che supera i confini delle arti tradizionali e coinvolge la vita quotidiana nella sua totalità per diventare “arte totale”, creando un legame strettissimo tra arte e vita.
Omaggio Bauhaus 1919 - 2019
Il Bauhaus nasce nel 1919 a Weimar come scuola di architettura arti e mestieri grazie a Walter Gropius. Dal 1925 al 1932 la sede della scuola viene spostata a Dessau e dal 1932 al 1933 a Berlino. Sarà costretta chiudere i battenti nel 1933 in seguito all'ascesa del nazismo.
Dennis Hopper, Photography
Peculiarità di Hopper era quella di usare anche macchine molto economiche e di sviluppare le pellicole con gli strumenti non professionali che si trovavano nei drugstore dove spesso si fermava quando era on the road, magari di passaggio per arrivare in Kansas dove era nato.
Gasometro M.A.N. n.3
Il progetto di Carlo Valsecchi si completa con il volume a cura di Luca Massimo Barbero che presenta la descrizione per immagini della rinascita di questo vero e proprio landmark del territorio bolognese. Gasometro M.A.N. n.3 è una riflessione sull’evoluzione dello spazio, che l’artista concepisce come un corpo in costante metamorfosi.
Thomas Struth: Nature & Politics
Marilyn Monroe & The Misfits
The Misfits racchiude in sè tutti gli elementi che contribuiscono a rendere una pellicola eterna. John Houston, maestro del cinema d’oro americano, dirige un cast composto da Clark Gable, una delle leggende di Hollywood alla sua ultima apparizione proprio sul set di The Misfits, Montgomery Cliff, altra leggenda che ben presto finirà nella lista dei dannati di Hollywood, e Marilyn Monroe che recita in quello che sarà l’ultimo film completo.
Aperitivo con sorpresa per la Festa della Donna
Cafè Marinetti
Signature cocktail Roberta
I violini di Giuseppe Selva nel 50° dalla scomparsa
Il duo accompagnerà gli ospiti in un viaggio a tappe tra i massimi compositori degli ultimi secoli. Spazio quindi a Beethoven, innanzitutto (con vari movimenti tratti dalla Sonata per violino e pianoforte n. 5 in fa maggiore, op. 24 "La Primavera"), ma anche a Dvorak (i “quattro pezzi romantici”), per poi avviarsi alla conclusione con un brano di Rossini, giocosamente intitolato “Un mot a Paganini”, che ‘chiama’ letteralmente il gran finale: il Cantabile in re maggiore e le Variazioni sulla IV corda sopra temi tratti dal Mosè (opera di Rossini) di Niccolò Paganini.
